Glossario Trading per chi inizia a fare trading

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Le terminologie trading da sapere per iniziare a fare trading al meglio

Oggi faremo un excursus all’interno del glossario di trading e dei mercati finanziari

Per iniziare al meglio questa attività è necessario comunicare con lo stesso linguaggio. Perciò, è importante conoscere tutti i termini più importanti.

Questo ti permetterà di comprendere le analisi degli esperti, capire al meglio le tecniche e le metodologie utilizzate dai trader.

Inoltre, utilizzare i vocaboli adatti ti aprirà le porte al mondo degli investitori, con il quale ti potrai confrontare al meglio.

Dunque, di seguito elencheremo i termini più utilizzati, che potrai portare sempre con te, come un piccolo vocabolario da consultare all’occorrenza.

Glossario trading – Principali tipi di mercato

  • Borsa valori (Stock exchange): un mercato finanziario dove vengono scambiati dei titoli mobiliari, tra cui le “Azioni” (vedi termine) e valute. Si tratta di un mercato regolamentato e ufficiale, poiché sono specificate tutte le modalità di negoziazione.
  • Commodity: è il mercato delle materie prime. Chi investe in questo mercato opera con oro, petrolio, grano, mais eccetera. Anche in questo caso il mercato si svolge senza detenere effettivamente la merce che si scambia. 
  • Forex: letteralmente “Foreign Exchange market” o più semplicemente, “mercato delle valute”. È il mercato in cui vengono scambiate delle valute. Si cede un certo quantitativo di una valuta, e se ne acquista un’altra rispettando il “Tasso di Cambio” (vedi termine).
  • Indice: è uno strumento finanziario che comprende un insieme di società quotate, appartenenti allo stesso settore, oppure alla stessa regione geografica. Vengono considerati come degli indicatori che rispecchiano il trend generale di mercato al quale appartengono.
  • Obbligazioni: titoli di debito per il soggetto che li emette, e di credito per chi li acquista. Sono emesse da società, Stati o enti pubblici al fine di finanziarsi. Chi le acquista paga una certa somma di denaro che verrà poi restituita con un’aggiunta di uno stabilito “Tasso di interesse” (vedi termine). Solitamente, più la data di restituzione del denaro sarà lontana, più il tasso di interesse pagato dall’emittente sarà alto.

Terminologie trading – Strumenti ed investimenti nei mercati finanziari

  • Analisi fondamentale: è un tipo di analisi che studia le “fondamenta” del mercato di riferimento, ossia lo stato generale di domanda e offerta. Per farla al meglio si utilizzano degli indicatori economici, come il tasso d’inflazione, deflazione, tassi di interesse, tasso di disoccupazione ecc.
  • Analisi tecnica: metodo analitico basato sull’andamento di prezzo di uno specifico sottostante. Si studia attraverso dei grafici, che rappresentano gli andamenti passati, per carpire quelli futuri. Un esempio ti analisi tecnica è la teoria di Dow.
  • Asset: con questo termine si indicano azioni, titoli, indici, materie prime ecc. in poche parole, tutti i beni di consumo negoziabili nei mercati e nelle piattaforme di trading online.
  • Azioni: titoli che rappresentano una porzione di capitale di una certa azienda che è quotata in borsa. Varia il suo valore proporzionalmente all’andamento dell’azienda stessa, e partecipa anche agli utili attraverso i “Dividendi” (vedi termine). 
  • BOT: vuol dire “Buoni Ordinari del Tesoro”. Possono avere una scadenza di 3, 6 mesi, oppure 1 anno.
  • Breve termine: investimento che ha una durata da pochi minuti/secondi fino a qualche settimana.
  • Broker: è un intermediario finanziario che organizza ed esegue transazioni finanziarie per conto di terzi. In poche parole, consente ai trader di investire nei mercati finanziari. L’autorizzazione per fare questa attività è concessa da un’istituzione pubblica.
  • BTP: Buoni del Tesoro Pluriennali. Sono dei Titoli di Stato con durata dai 3 anni in su.
  • Buono del Tesoro: Titolo emesso da uno Stato per raccogliere denaro da destinare alla copertura del debito pubblico. Esso garantisce una Cedola (vedi termine) fissa, ed è negoziabile attraverso la Borsa valori. In poche parole, chi li acquista presta del denaro allo Stato.
  • Capitalizzazione: valore di mercato di una società. Si può calcolare moltiplicando il prezzo di un’azione della società stessa per il numero di azioni che compongono il capitale sociale. Questo valore può variare nel tempo.
  • Cedola: interesse incassato periodicamente da un Buono del Tesoro, oppure un’obbligazione (vedi termine).
  • CFD: letteralmente “Contract for difference”, in italiano Contratti finanziari differenziali. È uno strumento finanziario che consente di operare con titoli azionari senza di fatto possedere il sottostante. Il guadagno o perdita si registra soltanto con la differenza di prezzo di entrata e di uscita dall’operazione. Questa tipologia di investimento consente di investire capitali inferiori rispetto al mercato azionario tradizionale, con la leva finanziaria (vedi “Leva Finanziaria”).
  • Commissione: somma di denaro che il broker o una banca richiede ai trader per effettuare le transazioni finanziarie richieste per investire nei mercati. Queste variano a seconda del tipo di intermediario e tipo di mercato.
  • Consob: vuol dire “Commissione Nazionale per le Società e la Borsa”. È l’organo che vigila gli offerenti dei prodotti finanziari, tutelando gli investitori.
  • Contratto derivato: un titolo finanziario che deriva il proprio valore da un altro asset finanziario, o sottostante. Alcuni esempi sono le Opzioni (vedi termine) e Future (vedi termine).
  • Dow Jones: è uno dei più importanti indici borsistici del mondo, appartenente alla borsa di New York.
  • ETC: letteralmente “Exchange Traded Commodities”. Sono degli strumenti finanziari emessi a fronte dell’investimento diretto dell’emittente, in materie prime fisiche, oppure in contratti derivati. Sono negoziati in borsa come le azioni.
  • ETF: letteralmente “Exchange Traded Funds”. Stiamo parlando di fondi a basse commissioni, un tipo di investimento negoziato sulle borse valori (vedi “Borsa valori”), negoziati come le azioni semplici. Sono i prodotti più utilizzati nel trading.
  • Fondo comune d’investimento: è un fondo che racchiude delle quote di denaro versate dai diversi soci. Esso costituisce un patrimonio unico, gestito interamente da una società finanziaria.
  • Future: contratto a termine standardizzato che fissa il prezzo di scambio al momento della contrattazione. Tuttavia, lo scambio avviene in una data futura, e ogni variazione di prezzo avvenuta nel frattempo costituisce un guadagno o una perdita per le controparti.
  • Inflazione: perdita del potere di acquisto di una moneta, con aumento generale dei prezzi.
  • Leva finanziaria: rapporto di indebitamento, definito con un rapporto tra debiti e mezzi propri di un’impresa. Nel trading si intende il valore in base al quale saranno calcolati i profitti o le perdite relative ad un’operazione di trading. Per esempio, se il rapporto di leva è 1:1000, ogni euro investito muoverà un quantitativo di denaro pari a 1000 euro.
  • Liquidità: attitudine di un bene mobile (Azioni, Future, Indici ecc.) ad essere convertito in moneta legale. Più è alta la liquidità più tale processo avviene in tempi rapidi e a costi contenuti. Essa dipende anche dal numero di scambi giornalieri del bene considerato, e dal controvalore scambiato.
  • Lungo termine: investimento che ha una durata generalmente superiore ai 3 mesi.
  • Margine: è un fondo di garanzia a copertura di eventuali perdite di denaro. Generalmente è richiesto dai broker per ogni operazione, per tutelarsi da eventuali crolli di mercato o perdite eccessive da parte di un trader.
  • Medio termine: investimento che ha generalmente una durata da qualche settimana fino ai 2-3 mesi.
  • Mercato Orso: fa riferimento ad un mercato in cui i prezzi hanno un trend ribassista. Infatti, l’orso è solito attaccare dall’alto al basso.
  • Mercato Toro: fa riferimento ad un mercato con prezzi a rialzo. Il toro, a differenza dell’orso, attacca con le sue corna dal basso verso l’alto.
  • Money Management: gestione del capitale, ossia un insieme di strategie che hanno lo scopo di mantenerlo intatto. 
  • Opzioni: strumenti finanziari derivati. Sono dei contratti che danno il diritto, non l’obbligo, all’acquirente di acquistare (Call) o vendere (Put) una determinata attività finanziaria, ad una determinata data e ad un determinato prezzo. Tale diritto è acquistato pagando un prezzo, chiamato “Premio”.
  • PIL: “Prodotto Interno Lordo”. È uno degli indicatori più importanti che rispecchiano la salute finanziaria di un Paese. Esso rappresenta in totale la ricchezza prodotta dallo stesso in un anno.
  • Rating: rappresenta una specie di votazione attribuita da alcune società autorizzate a dei titoli finanziari. 
  • Recessione: fase negativa di un ciclo economico, che indica un rallentamento della produttività generale di un Paese. Essa è connessa al valore del PIL.
  • Spread: letteralmente “Differenziale”. Indica appunto la differenza di prezzo tra due quotazioni, che possono essere dei titoli, derivati, tassi di interesse oppure più in generale tra due grandezze economiche correlate.
  • Stop Loss: ordine di acquisto o vendita di un prodotto finanziario ad un prezzo di soglia prestabilito. Serve a contenere il rischio, uscendo automaticamente da un’operazione quando la perdita raggiunge i limiti prestabiliti dal trader.
  • Tasso di cambio: è un tasso con il quale è possibile scambiare una valuta con un’altra. Esso cambia nel tempo. 
  • Titolo: qualsiasi strumento finanziario, come ad esempio un’azione, obbligazione, future, opzione ecc. 
  • Volatilità: indica il grado di variazione di prezzo di un determinato titolo. Più è alta la volatilità, più tale titolo subirà delle grandi oscillazioni di prezzo in un tempo ridotto.

Vocabolario di trading – Terminologie nel trading

  • Breakout: significa “rottura”. Indica la rottura di una “resistenza” (vedi termine). È un segnale di un mercato rialzista.
  • Breakdown: rottura di un “supporto” (vedi termine). È un segnale di un mercato ribassista.
  • Compra: indica un’operazione rialzista, anche chiamata “Long position”.
  • Correzione: indica un movimento di prezzo contrario al trend (vedi termine) principale. Può trattarsi di un breve rialzo in un movimento ribassista, o un ribasso durante un trend rialzista.
  • Divergenza: è un segnale tecnico che indica un’inversione di trend. In particolare, indica un andamento differente tra il prezzo e un indicatore specifico.
  • Grafico a candele: indica un grafico dove viene rappresentato l’andamento di prezzo di un determinato sottostante. Ogni “candela” indica un movimento preciso di prezzo, solitamente verde se il movimento è rialzista, rosso se ribassista. A seconda dell’impostazione, si può far corrispondere ad ogni candela un giorno di mercato, una settimana, un mese, ma anche un minuto, o un secondo.
  • Indicatore: strumento che serve per monitorare l’andamento dei prezzi rispetto ad uno specifico intervallo di tempo, allo scopo di rilevare segnali di entrata in acquisto o vendita di un sottostante.
  • Massimo relativo: indica un livello di prezzo specifico, che ha superato il precedente picco a rialzo del prezzo di un determinato sottostante.
  • Media mobile: è un indicatore che rappresenta la media dei prezzi passati. Può basarsi su un determinato numero di periodi di osservazione. Solitamente in un grafico giornaliero si utilizza la media a 20 periodi (dei 20 giorni precedenti), e quella a 200 periodi (dei 200 giorni precedenti). Quest’ultima ha una rilevanza maggiore rispetto alla prima.
  • Minimo relativo: indica il valore di prezzo che ha superato a ribasso un precedente prezzo raggiunto da un sottostante in precedenza.
  • Ordine: indica un’istruzione impostata sulla piattaforma, inviata quindi al broker, con il quale si acquista o si vende un sottostante ad un determinato livello di prezzo.
  • Oscillatore: è uno strumento che funge da supporto nell’analisi tecnica. Ha dei valori massimi e minimi prefissati.
  • Pattern: nell’analisi tecnica, indica un particolare modello ricorrente di trend, che evidenzia una particolare evoluzione futura per probabilità statistica. Può essere composto da due o più candele.
  • Piattaforma: indica il software che si utilizza per operare nel mercato. Esso viene fornito dal broker di riferimento, e permette di effettuare transazioni a rialzo o ribasso.
  • Range: indica una zona neutrale delimitata da due livelli di prezzo, dove gli ordini di acquisto e vendita tendono ad equivalersi. Esso è delimitato da un supporto inferiormente, e da una resistenza superiormente. 
  • Resistenza: livello di prezzo nel quale un trend rialzista si ferma più volte. Viene rappresentato con una linea orizzontale. A tale livello solitamente gli ordini di vendita superano quelli di acquisto. Dunque, avviene una correzione. Una sua rottura (breakout) indica un possibile rialzo dei prezzi.
  • RSI: “Relative Strenght Index”. È un indicatore che descrive da 1 a 100 la forza relativa di un trend. Più quest’ultimo assume valori estremi (cioè vicino all’1 o al 100), più è grande la velocità del trend in corso.
  • Supporto: livello di prezzo nel quale un trend ribassista si ferma più volte. Viene rappresentato con una linea orizzontale. A tale livello solitamente gli ordini di acquisto superano gli ordini di vendita, quindi avviene una correzione. Una sua rottura (breakdown) indica un possibile ribasso dei prezzi.
  • Take profit: indica il livello di prezzo preimpostato per uscire automaticamente dal mercato, una volta ottenuto un profitto.
  • Trend: indica un andamento di prezzo. Può essere ribassista (down trend) se il movimento è a ribasso, rialzista (up trend) se il movimento è a rialzo.
  • Vendi: indica un’operazione a ribasso, anche chiamata “Short Position”.

Glossario Trading – Conclusioni

Questa che potrebbe sembrare una lunga lista di termini è anche da considerarsi il glossario trading minimo per iniziare ad operare completamente in questo settore.

Dedica il giusto tempo alla formazione trading familiarizzando con queste terminologie di trading e continua a seguire le nostre guide per tenerti sempre aggiornato.

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