Analisi fondamentale nel trading: cos’è? 

Analisi Fondamentale

In questo articolo spiegheremo cos’è l’analisi fondamentale, e come si applica nel trading.

Come saprai essa, assieme all’analisi tecnica, è una branca molto importante dell’analisi complessiva dei mercati. Infatti, più elementi probabilistici si mettono dalla propria parte, più sarà probabile trarre un profitto da un’operazione. 

Perciò, il tema di oggi è fondamentale se vogliamo davvero trarre dei profitti dal mercato.

Dunque, di seguito daremo una definizione di analisi fondamentale, spiegando anche come può esserci utile. Inoltre, vedremo alcune applicazioni pratiche nel trading online.

Scoprirai che non è un’analisi impossibile, riservata soltanto a investitori con esperienza pluriannuale nel settore. Infatti, molti dati sono di dominio pubblico, basta sapere cosa e dove cercare.

Sommario:

  • L’analisi fondamentale è uno studio che ha l’obiettivo di scavare nelle “fondamenta” di un asset, settore o situazione di mercato.
  • L’analisi fondamentale si può applicare in diversi ambiti. Nello specifico, nel forex, azioni, indici azionari, materie prime, ETF e anche criptovalute).
  • Con l’analisi fondamentale si quantifica la discrepanza tra il valore di mercato e quello intrinseco di un determinato titolo.
  • Per effettuare un’analisi fondamentale efficace è necessario svolgerla costantemente. Infatti, solo con la costanza puoi capire man mano quali notizie sono le più importanti, e quali invece sono secondarie.

Definizione di analisi fondamentale

Cos’è di preciso l’analisi fondamentale? Cominciamo con il definire precisamente di cosa stiamo parlando.

L’analisi fondamentale è uno studio che ha l’obiettivo di scavare nelle “fondamenta” di un asset, settore o situazione di mercato.

In poche parole, parliamo di un’analisi dettagliata di una situazione economica, che può comprendere un settore specifico, oppure una più in generale.

Per esempio, prendiamo in esame un’azienda fornitrice di energia elettrica quotata in borsa. Vogliamo capire se questo titolo è ottimale per il nostro portafoglio, dunque possiamo cominciare a studiarne le fondamenta. 

Ci sono due approcci differenti:

  • Top Down (dal generale al particolare)
  • Bottom Up (dal particolare al generale)

Nel primo approccio analizzeremo dapprima il settore delle utilities, per capire la situazione generale di mercato. Successivamente, ci addentreremo più nello specifico, controllando dei parametri precisi riguardanti la “salute” dell’azienda.

Nel secondo approccio invece comincerò dall’azienda nello specifico, fino ad arrivare al settore più in generale.

Obiettivo dell’analisi fondamentale

L’analisi fondamentale si può applicare in diversi ambiti. Nello specifico, nel forex, azioni, indici azionari, materie prime, ETF e anche criptovalute).

Naturalmente, ogni tipo di strumento necessiterà di parametri specifici, che andremo di seguito ad analizzare.

L’obiettivo principale è quello di trovare il Fair Value, ossia il “valore equo” di un titolo.

Per esempio, se un titolo ha un valore di 10 dollari per azione, come faccio a sapere se tale prezzo è giustificato?

Il Fair Value non si calcola con una formula precisa, ma attraverso vari approcci, che determinano un valore “giusto”.

Dunque, con l’analisi fondamentale riuscirò a quantificare la discrepanza tra il valore di mercato e quello intrinseco di un determinato titolo. Naturalmente, è utilizzata per analisi di medio o lungo termine.

Per chi si approccia da poco tempo è difficile avere una visione complessiva di come svolgere un’analisi fondamentale. Perciò, di seguito analizzeremo i diversi parametri da tenere in considerazione per ogni tipo di investimento.

Analisi fondamentale dei titoli azionari

Tutte le aziende quotate in borsa hanno il dovere di pubblicare periodicamente dei parametri, per garantire la massima trasparenza agli investitori.

Analizzando questi parametri, è possibile risalire allo stato di salute dell’azienda, e quindi anche alle previsioni future di prezzo.

Di seguito vediamo i più importanti.

Indice Beta

Il beta quantifica l’esposizione dei rendimenti di un titolo azionario alle variazioni del mercato. In sostanza, misura la rischiosità sistematica dell’azione.

Più nello specifico:

  • Beta superiore a 1: il titolo tenderà ad amplificare i movimenti di prezzo e la volatilità rispetto ai movimenti del mercato che lo contiene. Per esempio, se l’indice contenente il titolo si muove dell’1%, il prezzo di quest’ultimo subirà movimenti maggiori, aumentando quindi il rischio.
  • Beta uguale a 1: i movimenti di prezzo del mercato, contenente il titolo in questione, equivalgono quelli del titolo stesso.
  • Beta compreso tra 0 e 1: l’azione è meno rischiosa del mercato, ha dei movimenti di prezzo spesso inferiori rispetto al settore di appartenenza. 

Indice ROI

Il ROI (return on investment) rappresenta il rapporto tra il capitale investito e l’utile operativo, in percentuale. Serve a capire la capacità dell’azienda di generare reddito attraverso il denaro investito.

Attualmente, si può considerare come ottimo un ROI compreso tra il 10% e il 12%, buono tra l’8% e il 9%.

Indice ROE

Il ROE (return on equity) descrive invece l’utile netto rapportato al patrimonio complessivo dell’azienda. In sostanza, rappresenta il ritorno economico dell’investimento complessivo effettuato dai soci dell’azienda in questione.

L’indice viene considerato buono se supera il rendimento dei Titoli di Stato o dell’inflazione, di almeno di 3-5 punti. Dunque, si può considerare ottimo se raggiunge l’8-10%, buono se va dal 5% al 7%.

Indice di solidità (Debt/Equity)

Anche questo indice è di fondamentale importanza, perché descrive il rapporto tra l’indebitamento e il patrimonio netto dell’azienda.

Praticamente indica il grado di dipendenza dell’azienda dai finanziamenti esterni. Praticamente, indica lo stato di salute finanziaria della stessa.

Indice P/E 

L’indice P/E (price on earnings) è un indicatore che rapporta il prezzo corrente del titolo con l’utile atteso per ogni azione.

Tale rapporto serve a valutare il prezzo di un’azione, cioè se è sopravvalutato o sottovalutato rispetto a quello attuale. Naturalmente, esso deve essere sostenuto anche da altri indicatori, come quelli descritti in precedenza.

Dividend Yield

Il Dividend Yield rappresenta il rapporto tra l’ultimo dividendo annuo erogato dall’azienda e il prezzo dell’azione stessa.

In generale, più è alto il valore del dividend yield e migliore sarà il rating espresso sulla capacità dell’azienda di remunerare il capitale investito.

Per concludere sul capitolo dei titoli azionari, questi sono solo alcuni degli indicatori utilizzati nell’analisi fondamentale.

Tutti sono determinanti nel trovare il valore intrinseco della stessa, per valutare se il prezzo attuale è giustificato o meno.

Inoltre, tramite questi indicatori è anche possibile fare delle previsioni sul futuro dell’azienda, nonché sui profitti futuri. 

Analisi fondamentale settoriale

Come anticipato precedentemente, l’analisi fondamentale si può svolgere anche per un intero settore oltre che per le singole aziende.

Infatti, nel mondo delle materie prime, ETF, indici azionari e anche azioni stesse, l’analisi settoriale risulta molto importante.

Il modo più efficace per analizzare i diversi settori è restare aggiornati sulle news principali. Ci sono numerosi siti, sia gratis che a pagamento che pubblicano ogni giorno delle notizie riguardanti ogni singolo settore.

Inoltre, alcuni dipartimenti pubblicano periodicamente anche dei report, dove viene specificata la situazione di domanda e offerta.

In questo caso, è utile consultare il calendario economico, per annotarsi tutte le date di pubblicazione dei report. Infatti, in questi giorni potrebbe aumentare notevolmente la volatilità.

Esempi 

Se vogliamo analizzare il settore energetico, dobbiamo seguire le notizie inerenti l’OPEC (organizzazione dei Paesi esportatori di petrolio). Dentro questa organizzazione ci sono 13 Paesi, tra cui l’Arabia Saudita, Emirati Arabi e altri paesi perlopiù africani.

Da essi dipende il 79% delle riserve mondiali di petrolio, e circa il 35% di gas naturale.

Per tenere d’occhio la situazione del petrolio o del gas naturale, possiamo consultare questo sito:

Inoltre, se vogliamo per esempio consultare il settore delle granaglie, possiamo accedere al portale dell’USDA (United States Department of Agricolture).

Sul sito ufficiale puoi trovare i report pubblicati, e il calendario di quelli che saranno pubblicati in futuro. I report riguardano sia domanda e offerta delle granaglie (mais, grano e soia) che della carne animale (bovini e suini).

Analisi fondamentale nel Forex

L’analisi fondamentale nel Forex viene svolta perlopiù secondo un approccio Top Down. Infatti, le diverse variabili da studiare influiscono notevolmente sui tassi di cambio delle valute, e sono le seguenti:

  • Indicatori macroeconomici
  • News settoriali
  • Eventi geopolitici

Le news settoriali le abbiamo trattate in precedenza, mentre gli eventi geopolitici sono tutti quegli eventi non prevedibili di carattere internazionale.

Più sono di grosso impatto, più influenzeranno il mercato in generale. Per esempio, un evento geopolitico determinante può essere lo scoppio di una guerra, oppure un attentato terroristico.

Indicatori macroeconomici

Essi sono un insieme di dati e statistiche che servono a fare delle previsioni di mercato, su intervalli di tempo specifici.

I governi non possono prescindere da tali dati nelle loro decisioni esecutive. Perciò, anche i traders devono attenersi agli indicatori nella loro operatività.

Per restare sempre aggiornati sui dati in uscita, anche qui è necessario consultare il calendario economico. Questo è disponibile gratuitamente su molti siti di news economiche, come Investing.com.

Ogni notizia ha un impatto e importanza diversi, che possono aumentare o meno la volatilità del mercato. Infatti, ci sono delle notizie che hanno un alto impatto sui prezzi, e altre di medio o basso impatto.

Principali indicatori macroeceonomici

Vediamo ora gli indicatori macroeconomici più importanti:

  • PIL (Prodotto Interno Lordo): rappresenta tutta la ricchezza prodotta da una specifica nazione. Tendenzialmente, più sarà in crescita questo valore, più la valuta di tale nazione prenderà valore rispetto alle altre.
  • Tassi di interesse: rappresenta di fatto il costo del denaro, e sono gestiti dalle banche centrali. Un rialzo dei tassi di interesse della FED indica probabilmente un aumento del valore del dollaro rispetto alle altre valute.
  • Tassi di occupazione e disoccupazione: sono dei dati che indicano la salute del mercato del lavoro. Sono molto importanti quelli riguardanti gli USA e l’Europa in primis.
  • Vendita al dettaglio: indica l’andamento complessivo dei negozi dell’intero paese, ossia dei commercianti. Questo valore ha degli andamenti stagionali.
  • Inflazione: questo dato è molto importante. Un valore in aumento indica che l’economia è in crescita, con molta circolazione di denaro. Tuttavia, valori troppo alti possono portare ad un rincaro eccessivo dei prezzi.

Trading con l’analisi fondamentale

Per effettuare un’analisi fondamentale efficace è necessario svolgerla costantemente. Infatti, solo con la costanza puoi capire man mano quali notizie sono le più importanti, e quali invece sono secondarie in ambito trading.

In alternativa, puoi basarti su delle analisi di esperti del settore, che pubblicano periodicamente dei video informativi. Puoi consultarne diversi, a seconda del tipo di ambito che vuoi tenere d’occhio.

È importante consultare spesso il calendario economico, perché puoi prevedere in anticipo delle notizie di grosso impatto. È fondamentale essere preparati a possibili sbalzi di prezzo, attraverso un accurato piano di money management.

Come abbiamo anticipato prima, l’analisi fondamentale serve per capire se il prezzo di un determinato asset è giustificato o meno.

Dunque, se molti indicatori o news portano a capire che il prezzo è sottovalutato potrebbe costituire un’importante occasione di acquisto. Viceversa, se il prezzo è sopravvalutato si può attendere un abbassamento dello stesso, oppure si può fare una vendita allo scoperto.

Per concludere, abbiamo visto cos’è l’analisi fondamentale, e come viene svolta a seconda dei diversi ambiti economici. Abbiamo visto come essa potrebbe essere determinante soprattutto per operazioni di medio e lungo termine.

Abbiamo individuato gli indicatori più importanti, descrivendone l’importanza e il possibile impatto nei mercati.

Naturalmente, non basta soltanto l’analisi fondamentale per poter entrare liberamente a mercato. È necessario affiancarla con l’analisi tecnica, per poter aumentare sensibilmente le probabilità a nostro vantaggio.

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