Investire sull’indice S&P 500 partendo da zero

S&p500

Investire sull’indice S&P 500 e diventare i più ricchi al mondo

Cosa sarebbe successo se 30 anni fa avessimo deciso di investire sull’indice azionario americano S&P 500 con differenti logiche e differenti capitali? 

In un articolo precedente, avevamo visto i consigli che famosi investitori a lungo termine avevano individuato come punti critici del loro successo nel tempo.

Quando si parla di investimenti a lungo termine, sicuramente la mente di ognuno di noi ci porta a pensare all’ormai mitico Warren Buffett. Partendo da ragazzino con pochi dollari è diventato, all’età di 89 anni, l’uomo più ricco del mondo. Già l’arco temporale preso in considerazione, più di 70 anni, ci da la dimensione di cosa voglia dire investitore di lungo termine.

Sicuramente diventare dei nuovi Warren Buffett è cosa difficile. Tuttavia, poter contare su un buon patrimonio finanziario nella parte finale della nostra vita lavorativa, ci farebbe avere una prospettiva diversa sugli anni che dovremo passare da pensionati.

Questo è vero soprattutto viste le sorprese negative dovute alle continue riforme dei sistemi pensionistici e previdenziali, e quindi dalla necessità di tutti gli Stati di avere dei conti di bilancio sostenibili.

Da zero a cinquecento (mila): investire sull’indice S&P 500

Facciamo ora delle ipotesi. La prima prevede di partire senza un capitale iniziale e di volere costruire un Patrimonio dopo 35 anni. Provo a pensare a me stesso all’età di 20 anni… ora che ne ho 55, ed a cosa avrei fatto se qualcuno mi avesse dato questi suggerimenti allora. Pensiamo altrimenti ad un padre che voglia costruire un Patrimonio per il figlio appena nato e così via, con un ottica di 35 anni.

Ora, ognuno di noi giornalmente gestisce alcune spese, diciamo… aggredibili. Potrebbe essere il costo di un aperitivo, l’acquisto di un Gratta e Vinci, un pacchetto di sigarette nonché il costo di tutti valori quotidiani che stanno all’interno di circa 5 euro. Riuscendo a recuperare” questi 5 euro quotidiani, si hanno 150 euro in più al mese. Scegliendo di investire sull’indice S&P 500 mensilmente darebbero un Patrimonio, dopo 35 anni, superiore a mezzo milione di euro (€ 500.000). Questo è quello che sarebbe successo se avessimo cominciato questo processo di accumulo il primo Gennaio del 1984.

Altra ipotesi invece, ci vede partire con un Capitale Iniziale di 100.000 euro. Anche in questo caso, se il primo gennaio del 1984 avessimo deciso di investire sull’indice S&P 500, avremmo avuto dopo 35 anni un Patrimonio di € 3,5 milioni  (€ 3.500.000). Davvero un risultato strabiliante.

Ma come è stato possibile tutto questo? Nel primo caso investendo 5 euro al giorno per 35 anni, il capitale impiegato sarebbe stato di € 63.000 diventati poi € 500.000. Nel secondo caso, invece, saremmo passati da € 100.000 a € 3.500.000 (pari al 3500%).

Visti questi numeri si potrebbe pensare che l’indice S&P 500 negli ultimi 35 anni sia solo salito. Invece, dal grafico sottostante possiamo vedere come durante questo periodo sono state tante le fasi di flessione dovute ad eventi anche drammatici.

Immagine 1. Investire sull’Indice S&P 500 partendo da zero – l’andamento negli ultimi 30 anni

Un tuffo nel passato: l’indice S&P negli ultimi 30 anni

A supporto della nostra ipotesi, ecco alcuni ricorsi storici.

  • Agosto 1987 massimo a 338,00 – Ottobre 1987 minimo a 216.00 (calo del 36%)

Il 19 Ottobre un crash dei sistemi di Stop Loss automatizzati aveva portato l’S&P a perdere il 23% in un giorno!

  • Luglio 1998 massimo a 1190 – Settembre 1998 minimo a 940 (calo del 21%)

Il Fondo LTCM (Long Term Capital Management) di Singapore, gestito secondo le teorie dei Premi Nobel Robert C. Merton e Myron Scholes, fallisce.

  • Settembre 2000 massimo 1530 – Settembre 2002 minimo a 768 (calo del 50%)

In questi 2 anni si sono manifestati ben 2 eventi negativi: lo scoppio della Bolla Internet o Bolla delle Dot-Com, con il minimo a marzo 2001 a 1080 (calo del 30%), e l’attentato alle Torri Gemelle, con un ulteriore calo e un minimo del 50% dai massimi.

  • Ottobre 2007 massimo 1576 – Marzo 2009 minimo a 667 (calo del 57%)

La crisi finanziaria raggiunge il culmine ad Ottobre 2008 con il Fallimento di Lehman Brothers.

  • Ottobre 2018 massimo 2940 – Dicembre 2018 minimo a 2347 (calo del 20%)

La Politica Monetaria Espansiva della FED finisce e aumentano i tassi d’interesse Americani.

Il futuro delle quotazioni

Abbiamo quindi visto che durante questi anni ci sono stati momenti di grande sofferenza delle quotazioni sull’indice americano S&P 500. Basti pensare che i massimi del settembre del 2000 si sono replicati solamente ad ottobre 2007 (Area 1550). Si è dovuto aspettare poi il mese di maggio del 2013 per vederli superare.  Sono serviti ben 13 anni di quotazioni sempre al di sotto dei massimi del settembre del 2000.

Ritorniamo quindi alle parole di Warren Buffett che affermava: “se mi chiedete dove saranno le quotazioni dell’S&P 500 fra una settimana, un mese, un anno… non ne ho la più pallida idea. Sono però sicuro che fra 10, 20, 30 anni saranno più in alto di oggi” . Ed è proprio questa una delle chiavi del suo successo: eliminare il rumore di fondo del mercato e concentrarsi sul lungo termine.

Inoltre dal 1 gennaio del 1984, partendo da 164 punti, l’S&P è arrivato a 2800 agli inizi del 2019. In 35 anni, questo indice ha quindi registrato una crescita del 1600%. L’incremento è notevole ma in ogni caso lontano dal 3500% fatto nel nostro esempio.

Come ha fatto quindi il nostro capitale iniziale di 100.000 ad avere avuto una performance del 3500%?

Per avere la risposta a questo quesito dobbiamo tornare ai consigli di Warren Buffett che andremo a vedere nel dettaglio nel prossimo articolo.

Autore: Mario Padovani

Articolo originale pubblicato sul Trading Journal Blog il 28/03/2019 a questo link.

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