Market maker: i manipolatori del mercato

market maker

Chi sono i market maker

Una domanda piuttosto comune che molti trader si pongono è la seguente: com’è possibile che nei mercati finanziari o nel mercato del Forex si possa sempre contrattare? Ci pensano i Market maker! Se vuoi comprare una casa, oppure vendere la tua, ci vuole diverso tempo per realizzare quest’operazione ad esempio per trovare l’offerta giusta o l’acquirente.

Questo però non avviene nei mercati finanziari. Trovare un compratore a cui vendere, o un venditore da cui comprare, non è un problema che ci si pone quando si lavora nel mercato del Forex o nei mercati finanziari.

In questo articolo andiamo a vedere chi sono i Market Maker, come riescono a trarre profitto e soprattutto come a manipolare il mercato (e i trader).

Market maker definizione

I Market Maker o provider di mercato forniscono una grande liquidità su tutte le borse mondiali. Sono presenti, più o meno, in tutti i mercati, Forex, Azioni, Obbligazioni, ecc.

La differenza nel mercato azionario è che le Borse, come la London Stock Exchange o la New York Stock Exchange, incoraggiano gli scambi.

Questi provider non possono dire “oggi non abbiamo abbastanza zucchero o oro da vendere”. I mercati azionari hanno bisogno di un mercato in continuo movimento, dove le persone possono acquistare e vendere titoli in modo affidabile.

I market maker usano il benchmark per far lavorare il mercato in un ciclo continuo, dove le persone contrattano senza problemi di liquidità.

Come ottengono profitto dal mercato i Market Maker

I provider di mercato non speculano in alcun modo. Non vendono o acquistano valute, commodity o titoli. Questi provider, infatti, guadagnano sulla differenza tra il prezzo di Bid e il prezzo di Ask, ovvero sullo spread tra Bid e Ask.

Bid = Prezzo di Acquisto                   Ask = Prezzo di Vendita

Quando un trader acquista una certa valuta, compra al prezzo richiesto dal mercato. Quando vende, lo fa al prezzo stabilito dal mercato. Solitamente, il bid è inferiore all’ask. I market maker guadagnano in questo modo, senza alcuna possibilità di perdere capitali.

Facciamo un esempio per rendere ancora più comprensibile questo concetto.

Supponiamo di avere un titolo i cui prezzi di Bid e Ask sono:

Bid = 50 pip Ask = 60 pip al tempo = 0

al tempo = 1 il mercato sale per raggiungere questi prezzi:

Bid = 70 pip Ask = 80 pip

Se decidi di acquistare il titolo al tempo 0, lo comprerai a 60 pip, e se decidi di vendere il titolo al tempo 1, lo farai per 70 pip. Il tuo guadagno sarà così calcolato: 70 pip – 60 pip – 10 pip (spread) = 0 pip.

Il market maker ha ottenuto la differenza tra i prezzi di ask e bid, ovvero 10 pip.

Se, invece, avessi venduto al tempo 0 e comprato al tempo 1, avresti avuto una perdita di 20 pip e il provider avrebbe ricevuto un profitto di 10 pip.

I Market Maker vendono sempre al prezzo più alto e acquistano sempre al prezzo più basso.

I trader accettano il rischio di perdere parte dell’investimento sui mercati mentre i provider riescono sempre a guadagnare senza grandi rischi.

Come i Market Maker riescono a manipolare i prezzi di spread

I market maker gareggiano fra loro per offrire gli spread più bassi. I trader tendono a scegliere titoli o valute con gli spread più contenuti. Se in un mercato ci sono pochi market maker, lo spread sarà alto.

Il prezzo di spread viene controllato e aggiustato in base al livello di competizione tra questi provider e determinato dalle richieste esistenti per un certo strumento finanziario, valuta, titolo, commodity, ecc. Più è alta la competizione, più i trader godranno di spread contenuti. Tuttavia più la richiesta è alta e più il prezzo aumenta. Il loro ruolo è fondamentale proprio perché rappresenta il motore del mercato.

Quanti e quali tipi di Market Maker ci sono

Esistono due grandi categorie di broker: market maker e ECN.

Gli Electronic Communications Networks sono un sistema elettronico che permette di incrociare telematicamente gli ordini di acquisto e vendita al fine di eseguirli. Istituti, banche, e persino trader sono collegati agli ECN per la gestione dei loro ordini, per trovare compratori e venditori per le loro transazioni.

Se usi gli ECN, devi piazzare il tuo ordine e aspettare un potenziale compratore/venditore interessato a quello specifico ordine. Gli ECN non hanno la stessa liquidità del mercato azionario o di quello del Forex ma risolvono i problemi relativi alla liquidità per conto dei market maker.

La maggior parte dei trader, specialmente quelli che hanno un capitale di accesso basso, sceglie di gestire gli ordini coi market maker perché eseguono le loro transazioni istantaneamente. Offrono inoltre la garanzia di esecuzione degli stop e degli ordini in generale.

Come fanno i Market Maker a manipolare i trader

A volte, i market maker giocano contro i loro clienti.

Immagina che i market maker abbiano 1000 milioni di dollari sull’acquisto e solo 200 sulla vendita. In questo caso, si trovano in una situazione rischiosa (svalutazione del USD) e gli ECN aiutano i market maker a ridurre la differenza riportando un equilibrio.

Se vuoi scegliere un broker market maker per operare sui mercati finanziari, devi sceglierne uno che operi su un mercato liquido. La Commodity Futures Trading Commission ha imposto determinati parametri di liquidità per garantire il corretto svolgimento delle contrattazioni.

Inoltre è bene scegliere un market maker che non abbia problemi finanziari. Quando si trovano in situazioni critiche e cercano di ristabilire l’equilibrio, potrebbero agire in modo poco corretto nei confronti dei trader che gli affidano le loro contrattazioni.

Non fidarti del mercato, tantomeno dei Market Maker

Un giorno 1 barile di petrolio costava circa 147$, Goldman & Sax e il New York Times prevedevano un aumento di prezzo fino ai 200$ al barile. In realtà il prezzo diminuì fino a toccare i 30$ al barile.

Fai attenzione quando segui il parere, la previsione o l’analisi di qualcun altro. Molte volte si rischia di perdere parecchi soldi fidandoci dell’opinione dei market maker. Un’informazione sbagliata potrebbe rivelarsi fatale e distruggere le nostre aspettative!

Infatti, questi intermediari finanziari possono arrivare a pagare giornali e televisione per promuovere informazioni non veritiere per invogliare le persone a entrare a mercato. L’esempio all’inizio della sezione è proprio indicativo di come una società come la Goldman Sachs in accordo con la direzione del New York Times possa andare a influenzare la psicologia del trader e, di conseguenza, anche il profitto.

I mercati finanziari sono veloci. Ciò vuol dire che, dopo una novità particolare, la liquidità e i prezzi aumentano drasticamente. I provider di mercato, dal lato loro, cercano di aumentare lo spread per mantenere l’equilibrio.

Esempio

Dopo l’annuncio della Federal Reserve lo spread è aumentato da 2-3 pips a 100 o 200 pips. Questo significa che, se il mercato si muove di 200 pips dopo una notizia, tutti i trader che avevano messo il target di profitto a 200 pips, non guadagneranno un centesimo.

Gli spread aumentano in modo aggressivo anche quando il mercato è piuttosto stabile (mercato laterale). Infatti i trader che non vogliono particolari rischi, devo fare molta attenzione sul mercato laterale, magari anche astenersi dall’operare.

Come in qualsiasi ambito della vita, anche in questo campo, troviamo quelli che operano in modo legittimo ed etico, così come quelli che invece lo fanno solo in apparenza. Infatti alcuni mirano a dare la miglior immagine possibile per attirare clienti, per fargli aprire i conti con l’obiettivo finale di lucrare dalle loro perdite.

I market maker garantiscono alla loro clientela l’esecuzione immediata dei loro ordini, ma anche tramite le piattaforme degli ECN può esserci un rallentamento che fa perdere 3-5 punti. Per questo motivo, è meglio operare sul lungo periodo piuttosto che in scalping.

L’obiettivo principale dei trader è quello di riuscire a predire i movimenti del prezzo per ottenere profitto dal mercato. Un buon 90-95% di loro non tiene conto della manipolazione attuata dai market maker. Quindi, per quanto possibile, bisogna riuscire a inserire nella propria strategia anche una sorta di previsione sugli obiettivi dei market maker, in modo da non essere catturati nella loro trappola.

Conclusione

Come trader, è importante conoscere qualcosa in più sui market maker e sui modi da loro utilizzati per manipolare il mercato. Apprendere “le strategie del nemico”, aiuta a limitare le perdite e a incrementare i profitti.

Interactive Brokers, ad esempio, NON è un Market Maker bensì un DMA (Direct Market Access). Ti fornisce un accesso diretto al mercato, senza alcuna manipolazione dei prezzi.

Autore: Davide Bergamaschi

Articolo aggiornato pubblicato il 15/11/ 2015 sul Trading Journal Blog a questo link.

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